

215. I poteri occulti.

Da: L. Violante, L'Italia dei poteri illegali, in Cinquant'anni di
Repubblica italiana, a cura di G. Neppi Modona, Einaudi, Torino,
1996.

La storia della repubblica italiana  stata caratterizzata dalla
presenza di forze occulte ed illegali, che non hanno esitato ad
agire contro l'ordinamento democratico, per perseguire i propri
fini politici ed economici. Tentativi di colpo di stato,
neofascismo, terrorismo brigatista, mafia e P2: questi i fenomeni
eversivi che hanno messo a rischio la convivenza civile e le
istituzioni democratiche. Lo ricorda nel seguente passo Luciano
Violante, impegnato sul fronte della lotta alla criminalit
politica e mafiosa prima come magistrato e quindi come
parlamentare, evidenziando come gli intrecci e le convergenze di
interessi fra i poteri occulti di varia natura abbiano dato vita
ad un pericolosissimo sistema eversivo.


Nella storia della repubblica i fenomeni eversivi sono stati
cinque: i tentativi di colpo di stato, il neofascismo, il
terrorismo brigatista, le mafie e la P2.  Ciascuno ha avuto
momenti di maggiore intensit e manifestazioni specifiche.
I tentativi di colpo di stato di cui siamo a conoscenza, per
merito di inchieste parlamentari e di processi penali, sono stati
tre: nel 1964, in coincidenza con la crisi del centrismo e la
svolta politica che avrebbe portato i socialisti al governo per la
prima volta dopo il 1947; nel 1970, per reagire alla crescita
della cultura di sinistra dopo gli avvenimenti della fine degli
anni Sessanta, lotte operaie, movimento studentesco, movimento
femminista; nel 1974, per contrastare il crescente consenso
politico al partito comunista italiano.
Il terrorismo neofascista, in combutta volta a volta con settori
di apparati dello stato e con organizzazioni mafiose, a partire
dalla prima met degli anni Sessanta, si  manifestato con 8
stragi [12 dicembre 1969, piazza Fontana, Milano: 16 morti; 22
luglio 1970, treno Freccia del Sud: 6 morti; 31 maggio 1972,
Peteano: 3 morti; 17 maggio 1973, via Fatebenefratelli, Milano: 4
morti; 28 maggio 1974, piazza della Loggia, Brescia: 8 morti; 4
agosto 1974, treno Italicus: 12 morti; 2 agosto 1980, stazione
di Bologna: 85 morti; 23 dicembre 1984, treno rapido 904: 16
morti].
Il terrorismo di estrema sinistra, quello delle brigate rosse in
particolare, ha avuto la sua manifestazione caratteristica in una
serie di omicidi o di lesioni (le cosiddette gambizzazioni) di
carattere selettivo. Sono state colpite circa 1000 persone che per
il loro ruolo specifico - magistrati, poliziotti, agenti di
custodia, giornalisti, operai - arrecavano danno alle
organizzazioni terroristiche e potevano rafforzare, nell'immagine
dei ceti popolari, la credibilit di apparati dello stato o di
organizzazioni sindacali e politiche.
Le organizzazioni mafiose hanno adottato sistematicamente la
strategia dell'omicidio politico, tra la fine del 1979 e l'inizio
del 1980, in singolare coincidenza con il declino degli attentati
delle brigate rosse e dell'eversione neofascista. Il 25 settembre
1979 viene ucciso a Palermo il consigliere istruttore Cesare
Terranova, gi senatore della sinistra indipendente; segue, il 6
gennaio 1980, l'assassinio di Piersanti Mattarella, presidente
democristiano della regione siciliana e fautore di un rapporto di
governo, nell'isola, tra DC e PCI .
La loggia massonica segreta Propaganda 2, detta comunemente P2, fu
costituita nel 1975, allo scopo di contrastare i successi politici
della sinistra, che nell'anno precedente aveva vinto il referendum
sul divorzio e nello stesso anno aveva vinto le elezioni
amministrative conquistando il governo di tutte le maggiori citt.
La P2 ha svolto la funzione di collante tra le diverse
organizzazioni eversive;  stata la camera in cui si sono
incontrati, di volta in volta, i capi e i favoreggiatori degli
altri fenomeni.
Dal 1969, anno della strage di piazza Fontana, al 1980, anno dopo
il quale comincia il declino del terrorismo e dello stragismo,
vengono compiuti 12.690 attentati, che provocano la morte di 362
persone e il ferimento di altre 4490. Nelle 8 stragi dal 1969 al
1984 vengono uccise 150 persone e altre 551 rimangono ferite.
In questo elenco non sono inseriti gli omicidi di mafia. E'
difficile contarli perch spesso la mafia non lascia alcuna
traccia dei suoi delitti. Moltissimi sono gli scomparsi nel nulla,
murati nei pilastri di cemento, buttati nei burroni, sciolti
nell'acido. Dopo il decennio degli anni Quaranta, quando furono
uccisi molti uomini politici locali e molti sindacalisti, che si
battevano per i diritti dei contadini, e molti appartenenti alla
polizia e all'esercito, che rappresentavano lo stato, gli omicidi
politici della mafia riprendono nel 1979, in coincidenza con
l'inizio di una maggiore attenzione politica nei confronti del
fenomeno.
Non disponiamo di statistiche precise, ma possiamo affermare con
sicurezza che nessun paese del mondo avanzato ha avuto, nel
secondo dopoguerra, un tasso di violenza politica cos elevato. In
nessun paese sviluppato sono stati uccisi tanti appartenenti alle
forze di polizia, alla magistratura, alle organizzazioni politiche
e sindacali.
L'Italia  la patria moderna dell'omicidio politico.
I cinque fenomeni [...] non sono stati reciprocamente
indipendenti. Hanno avuto, al contrario, significativi momenti di
contatto tra loro, formando un sistema eversivo. L'espressione
indica l'esistenza di un insieme di organizzazioni che non sono
riconducibili a unit distinte, ma che hanno avuto nella loro
storia significative fasi di lavoro comune, di scambio, di
contatto, operando tutte per fini specifici ma anche per un fine
politico generale, costituito dalla conservazione dei tradizionali
equilibri politici nel nostro paese.
Proprio per questi motivi il sistema eversivo ha avuto
collegamenti con il sistema legale. [...].
Le vittime non sono state tutte eguali. Il terrorismo stragista ha
ucciso, in genere, gente inerme. Sono stati omicidi di massa,
nelle piazze, nelle stazioni, sui treni. Bisognava diffondere il
terrore nel popolo, punirlo per le sue scelte favorevoli alla
sinistra politica, spingerlo a chiedere ordine a qualsiasi costo.
I brigatisti, invece, hanno selezionato gli obiettivi colpendo, in
genere, uomini che rendevano credibile lo stato agli occhi della
classe operaia. Le BR, per dimostrare la non affidabilit del
sistema politico democratico, avrebbero potuto colpire corrotti e
speculatori, che certo non mancavano. Invece hanno ucciso, in
prevalenza, persone che per la loro correttezza rappresentavano la
faccia onesta dello stato, persone che svolgevano le loro funzioni
in modo da far funzionare bene le istituzioni.
La mafia ha ucciso moltissime persone, per le ragioni pi diverse
e specifiche. In una grande catalogazione possono distinguersi due
tipi di vittime: a) quelle che conducevano specifiche azioni
politiche, sindacali, giudiziarie, investigative che danneggiavano
gli interessi della mafia e dei suoi alleati; b) gli strateghi,
coloro che, oltre a condurre specifiche azioni lesive degli
interessi mafiosi, avevano per cultura e per conoscenze una
visione strategica nella lotta alla mafia ed erano in grado di
comprenderne le mosse e di contrastarle prima ancora che esse si
verificassero. Strateghi erano, ad esempio, La Torre, Mattarella,
Falcone, Borsellino. E' probabile, inoltre, che Falcone e
Borsellino siano stati uccisi anche perch erano gli unici che
avrebbero potuto capire e denunciare i nuovi rapporti tra mafia e
politica dopo l'omicidio di Salvo Lima. Gli omicidi politici della
mafia sono gli omicidi degli strateghi dell'antimafia.
